Sergio Maria TeutonicoRicette per la Colazione e il Brunch, Dolci1 anno fa4312 Viste
Se hai fretta:
ToggleEsistono gesti capaci di cambiare il ritmo della giornata. Uno di questi è svegliarsi e sapere che ad attenderti in cucina ci sono delle brioche fragranti, soffici, profumate.
Non serve molto: farina, latte, zucchero, qualche minuto di impasto e un po’ di pazienza. Il resto lo fa la lievitazione, lenta, naturale, silenziosa.
Poi arriva il calore del forno, il profumo che si diffonde nell’ambiente, la gratificazione immediata di qualcosa fatto con le proprie mani.
Preparare le treccine zuccherate a casa significa prendersi cura di sé stessi e di chi si ama, iniziando la giornata con una scelta consapevole e concreta: mangiare bene.
Le treccine zuccherate rappresentano un esempio perfetto di pasticceria domestica.
Si realizzano con semplicità, ma richiedono attenzione, tecnica e rispetto dei tempi. Non costituiscono una scorciatoia: sono una piccola dichiarazione d’intenti.
Scegliere di utilizzare ingredienti autentici e una lavorazione accurata permette di ottenere una consistenza soffice e leggera, una dolcezza equilibrata e una superficie dorata e croccante, completata da una spolverata di zucchero che invita all’assaggio.
La colazione, secondo la mia visione, non dovrebbe mai essere un momento trascurato.
Si tratta spesso del primo istante di quiete dopo il risveglio, quando la mente comincia a mettersi in moto e il corpo si prepara ad affrontare la giornata. Dare valore a quel momento significa attribuirne anche a sé stessi.
Nonostante molte persone abbiano poco tempo al mattino, è possibile adottare abitudini semplici: impastare la sera e infornare al mattino, oppure congelare e rigenerare secondo necessità.
L’impasto di queste treccine è ricco e ben bilanciato. La presenza dello strutto contribuisce a ottenere una struttura soffice, fragile e particolarmente profumata.
Le pieghe eseguite durante la lavorazione sviluppano un’alveolatura più leggera, simile a una sfogliatura leggera, pur mantenendo l’anima della brioche classica.
La forma intrecciata non ha soltanto un valore estetico: garantisce una cottura uniforme e offre un’esperienza di gusto più equilibrata.
Nel mio lavoro quotidiano, che si tratti di formazione in aula o di lezioni registrate, mi impegno a restituire senso alla cucina fatta bene.
Le treccine zuccherate ne sono un esempio evidente, in cui tecnica, semplicità e risultato finale coincidono in modo armonico.
Non occorrono glassature elaborate, farciture complesse o decorazioni vistose.
Sono sufficienti una buona lievitazione, un impasto condotto con precisione e l’attenzione per i dettagli: la miscela di latte e acqua da spennellare prima e dopo la cottura, lo zucchero semolato che aderisce alla superficie ancora calda e crea una crosticina irresistibile.
Nel corpo dell’articolo spiego il procedimento passo dopo passo, con le stesse dosi che utilizzo nella mia scuola e che consiglio sempre ai miei allievi.
Il risultato è ripetibile, coerente e facilmente personalizzabile. Per chi desidera avvicinarsi ai lievitati dolci, questa preparazione è un punto di partenza ideale.
Chi ha già esperienza apprezzerà la chiarezza del procedimento e potrà sperimentare l’aggiunta di aromi naturali, come scorza di agrumi, vaniglia o un pizzico di cannella.
Le treccine zuccherate si preparano nei giorni in cui si desidera rallentare, ma anche in quelli in cui serve un motivo per sorridere appena svegli.
Offrono molto più di una semplice colazione: sono un piccolo gesto che profuma di casa e di tempo ritrovato.
250 g farina manitoba
250 g farina 00
75 g zucchero
5 g sale
75 g di strutto
20 g di lievito di birra
170 g di acqua
170 g di latte
Versa in una ciotola capiente o nella vasca dell’impastatrice le due farine, lo zucchero, il lievito di birra sbriciolato, il latte e l’acqua.
Inizia a impastare a velocità media, oppure a mano, fino a ottenere un composto omogeneo. Aggiungi il sale e continua a lavorare l’impasto per qualche minuto.
Quando l’impasto inizia a prendere corpo, incorpora gradualmente lo strutto, poco per volta, attendendo che venga assorbito prima di aggiungerne altro.
Prosegui la lavorazione fino a ottenere una massa liscia, morbida ma ben incordata.
Trasferisci l’impasto su un piano leggermente infarinato, forma una palla e riponila in una ciotola leggermente unta.
Copri con pellicola o con un panno umido e lascia lievitare in luogo tiepido per circa 90 minuti, fino al raddoppio del volume.
Una volta completata la prima lievitazione, sgonfia delicatamente l’impasto sul piano di lavoro.
Procedi con una prima serie di pieghe a tre, stendendo l’impasto in un rettangolo alto circa 1 cm, quindi piegandolo su sé stesso in tre parti nel senso della lunghezza (come una lettera).
Avvolgi in pellicola o copri e fai riposare in frigorifero per 20 minuti.
Ripeti l’operazione di piegatura per altre due o tre volte, sempre intervallando con un breve riposo in frigorifero.
Questo passaggio migliora la struttura e la sfogliatura interna dell’impasto.
Dopo l’ultima piega, lascia riposare a temperatura ambiente per 15-20 minuti.
A questo punto, dividi l’impasto in porzioni uguali (circa 60-70 g l’una) e forma dei piccoli cilindri.
Intreccia delicatamente ogni coppia di cilindri per ottenere la tipica forma delle treccine, evitando di lavorare eccessivamente l’impasto per non compromettere la lievitazione.
Disponi le treccine ben distanziate su una teglia rivestita di carta forno.
Prepara una miscela con latte e acqua in parti uguali e spennella leggermente ogni treccina.
Copri e lascia lievitare nuovamente fino al raddoppio del volume. In estate possono bastare 40 minuti, mentre in inverno potrebbe essere necessario più di un’ora.
Al termine della seconda lievitazione, spennella di nuovo con la miscela di latte e acqua.
Cuoci in forno statico preriscaldato a 180-190°C per circa 15-20 minuti, o fino a quando le treccine risulteranno ben dorate.
Appena sfornate, spennella nuovamente con la miscela di latte e acqua, quindi cospargi subito con abbondante zucchero semolato.
L’umidità della superficie permetterà allo zucchero di aderire perfettamente, creando una leggera crosticina zuccherina.
Lascia intiepidire su una griglia.
Le treccine zuccherate sono pronte per essere gustate a colazione o a merenda, da sole oppure accompagnate da marmellata, miele o crema spalmabile.
Le treccine zuccherate sono facili da fare e danno soddisfazione.
Si lavorano bene, cuociono in fretta, si conservano per qualche giorno.
Puoi congelarle da crude o da cotte.
Puoi mangiarle così o aprirle e farcirle. Funzionano!
Se hai voglia di qualcosa di più ricco, ma sempre da colazione o merenda, dai un’occhiata anche alla ricetta delle mie Brioche Danesi: pasta sfogliata, crema pasticcera, frutta.
Un altro livello, ma il procedimento è spiegato passo passo.
Scegli tu da dove partire. L’importante è impastare.
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Storie brevi, intense, taglienti.
Da leggere tutte d’un fiato.