Sergio Maria TeutonicoDolci1 anno fa4855 Viste
Se hai fretta:
ToggleQuando arriva la Pasqua, a casa mia c’è un profumo che non può mancare: quello della pastiera napoletana.
Questo dolce, tra i più rappresentativi della tradizione campana, è un vero e proprio rito che si rinnova ogni anno. La pastiera non è solo un dessert: è memoria, famiglia, cura.
È un gesto d’amore che si fa impasto, un’armonia di sapori che racconta una storia lunga secoli.
La pastiera napoletana è composta da un guscio di pasta frolla friabile, che accoglie un ripieno delicato e profumato a base di grano cotto, ricotta di pecora, uova, zucchero e aromi agrumati e floreali, come la cannella, l’acqua di fiori d’arancio e la scorza di arancia o limone grattugiata.
Il risultato è una crostata alta, umida, dal sapore complesso ma perfettamente equilibrato, che si gusta al meglio dopo almeno un giorno di riposo.
Io la pastiera napoletana la preparo sempre in casa, secondo una ricetta collaudata, e la realizzo con amore.
È un dolce che adoro cucinare, ma soprattutto adoro regalarla: ai miei amici più cari, ai vicini, a chi passa per un saluto.
È il mio modo di dire “ti penso”, “ti voglio bene”, “buona Pasqua”.
Vi consiglio di non avere fretta quando preparate la pastiera. La sua riuscita dipende anche dal tempo che le dedicate.
Prendetevi un pomeriggio tranquillo, senza interruzioni, e lasciatevi guidare dai profumi, dalle texture, dal piacere di impastare con le mani.
Se la vostra pastiera non sarà perfetta al primo tentativo, non preoccupatevi: ogni volta migliorerete, e in ogni caso sarà buonissima, perché fatta con il cuore.
Un altro consiglio che sento di darvi è questo: non mangiatela subito.
Aspettate almeno 24 ore, meglio ancora 48.
Questo tempo di riposo serve a far sì che gli aromi si fondano alla perfezione, rendendo ogni fetta ancora più profumata e armoniosa.
È una di quelle rare preparazioni che migliorano con il tempo, e questo dettaglio la rende ancora più speciale.
A Pasqua, tra colombe, uova di cioccolato e piatti della tradizione, la pastiera ha sempre un posto d’onore sulla nostra tavola.
E ogni volta che la servo, vedo nei volti dei miei ospiti quella felicità genuina che solo certi sapori sanno evocare.
Preparate la pastiera con dedizione, passione e pazienza.
E poi condividetela. Perché i dolci migliori sono quelli che si regalano.
Parola di Chef.
Per il ripieno:
500 g grano cotto
600 g ricotta
600 g zucchero semolato
4 uova
100 g latte
acqua di fiori di arancio
vaniglia
150 g frutta candita
1 scorzetta di limone grattugiata
Per la frolla:
500 g farina
250 g burro
150 g zucchero
2 uova
vaniglia
Iniziare passando al setaccio la ricotta quindi unirvi il grano fatto cuocere precedentemente in poco latte (tutto a freddo).
Aggiungere adesso gli aromi, lo zucchero, la scorzetta di limone e le uova sbattute, in ultimo aggiungere la frutta candita.
Formare dunque un composto omogeneo. Lasciare a risposo al fresco.
Nel frattempo preparare la frolla disponendo la farina a fontana, porvi lo zucchero e il burro nel centro e impastarlo riducendolo a pomata.
Aggiungere i semi della bacca di vaniglia quindi le uova e impastare velocemente fino a formare una massa liscia e plastica.
Lasciare la frolla a riposo 30/60 minuti coperta e in frigorifero.
Recuperare la frolla, stenderla ad uno spessore di circa mezzo centimetro e foderarvi la tortiera che avrete scelto (26 cm di diametro è perfetto).
Conservare un poco di frolla per la decorazione finale.
Versare il composto di ricotta nel guscio di frolla.
Decorare con strisce di pasta frolla e ripiegare appena i bordi affinché esse aderiscano aibordi stessi.
Dopo aver spennellato di uovo, infornare e cuocere in forno caldo a 160°C per circa 45minuti.
Lasciare dunque raffreddare prima di servire spolverizzando con zucchero a a velo, se vi piace.
La pastiera napoletana non manca mai sulla mia tavola di Pasqua, ma non è l’unico grande protagonista.
C’è un altro impasto che, ogni anno, prende forma nella mia cucina e accompagna uova sode, salumi e formaggi: la pizza di Pasqua al formaggio.
Un caposaldo della tradizione centro-italiana, soffice, saporita, perfetta da gustare durante la colazione pasquale o per il picnic di Pasquetta.
La preparo con lo stesso spirito con cui preparo la pastiera: rispetto della tradizione, attenzione ai dettagli, e quel pizzico di soddisfazione che solo le cose fatte in casa sanno regalare.
Se non l’avete mai assaggiata, vi invito a provarla. Sul mio sito trovate la ricetta completa, spiegata passo passo: Pizza di Pasqua al formaggio.
In definitiva, che sia dolce o salato, il mio consiglio resta sempre lo stesso: cucinate con intenzione, con calma, e con il piacere di mettere le mani in pasta.
Perché i sapori della Pasqua non si comprano: si tramandano, si impastano, si condividono.
E se qualcosa non viene perfetto, pazienza, quell oche conta è metterci amore.
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Daniela
Salve! Con questa dose ci esce una sola pastiera o due? Grazie e buona Pasqua
Sergio Maria Teutonico
questa dose è per uno stampo da 26 cm, io lo uso a cerniera.
Buona pasqua!
SMT
Vincenzo
L’acqua di fiori d’arancio fa parte degli ingredienti tradizionali ma secondo me una buona alternativa, sicuramente più naturale, può essere una pasta di agrumi (arance in purezza ma anche mista con limone o bergamotto), ben amalgamata con la ricotta.
Sergio Maria Teutonico
Ciao Vincenzo e grazie per questo interessante suggerimento che può essere molto valido se non si dispone di vera acqua di fiori d’arancio.
A presto
SMT