La Pasta e fagioli perfetta

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La Pasta e Fagioli perfetta

di Sergio Maria Teutonico

La cucina è nel silenzio del pomeriggio, dalla finestra entra il sole, anche se ormai è un sole d”autunno e ascolto distrattamente il borbottio di una pentola di fagioli sul fuoco.

Sulla spianatoia di legno asciugano i maltagliati disposti in linee e colonne come piccoli soldatini in un campo polveroso di battaglia.

Un canovaccio macchiato di pomodoro è vicino all”acquaio di pietra serena .. lì aspetta che mi ricordi di lui e che lo riporti al rigoroso ordine della mia cucina.

Oggi di ordine non voglio sentire parlare, in questo tardo pomeriggio la mia brigata è fatta di cuore, emozione, profumi, dita saporose da leccare e attesa, paziente e goduta attesa .. perchè io preparo la pasta e fagioli.

Nel battuto del lardo che ha visto il suo genitore vivere lungamente, spesso e grasso di ghiande e tuberi del bosco, i rosmarini che ancora ricordano il ramo da cui li ho staccati, uniti in una melodiosa combinazione aromatica, che fa venir la bava in bocca per quanto inebriano il mio naso.

I fagioli che dapprima ho ammollato in acqua pescata dal mio pozzo e poi fatti bollire in fretta per poi lasciar loro il tempo di raffreddarsi e ancora con sadico piacere a bollire tra salvia e alloro di modo che le loro cuticole restino integre e i colori non si spengano cosi come il profumo, terra e sughero, di quello buono che ancora non ha visto il vino che lo renderà schiavo del suo miracolo.

Finalmente posso unire in matrimonio battuto e fagioli, che sfrigolano per attimi che a me giungono lentissimi ma che la realtà fa durare una manciata minuta di secondi.

E via, con quel poco di conserva che porti la perfetta armonia nella tavolozza dei colori della terra di Siena che nella casseruola si rimestano, spinti da correnti calde e l”illusione di una propria volontà.

Mi libero dal pensiero del dopo e inalo, ebbro ma mai sazio di tanto profumo e di ciò che inevitabilmente accadrà, la pasta a far da freno e da volano al tempo stesso il mal tagliato che della forma non fa certo il suo vanto, diventerà lo scalco che serberà con se ogni minuzia di ricordo dei sapori.

Ora si, io attendo che il calore lasci in parte la mia zuppa maritata, come una fiera che attende la sua vittima e con un rivolo di oro tratto dalle olive chiudo il piatto a sigillo di purezza.

Oggi ho avuto ciò che per me è un dono, la pasta e fagioli perfetta.

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Scritto da Sergio Maria Teutonico

Classe
1971, Consulente per la ristorazione, Executive Chef, Sommelier
professionista, esperto di analisi organolettica e scrittore di
successo.
E' nato a Milano nel 1971, città che lo ha visto muovere i suoi primi
passi in ambito enogastronomico.
Insegna nella sua scuola di cucina a Torino "La Palestra del Cibo" e negli
anni è stato protagonista di molti fortunati programmi televisivi tra
cui "Chef per un giorno" e "Colto e mangiato".

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